Parco naturale Monte Corno

Ricerche e studi

Ricerche e studi
Biacco

I parchi naturali sono aree molto estese e caratterizzate da paesaggi naturali e culturali intatti, habitat diversificati e una ricca flora e fauna. Il loro territorio si distingue per le sue particolarità geologiche e la sua moltitudine di paesaggi. Per questo motivo essi risultano di notevole interesse scientifico.

Per garantire un utilizzo ecocompatibile a lungo termine per queste aree protette, è importante approfondire le conoscenze di tali territori attraverso lavori e rilievi scientifici.

Pericolo cavi aerei - Le linee elettriche aeree nel Parco naturale Monte Corno, una minaccia per l’avifauna

Pericolo cavi aerei - Le linee elettriche aeree nel Parco naturale Monte Corno, una minaccia per l’avifauna
Uhu in Mittelspannungsleitung

Nel 2010 lo Studio Associato PAN è stato incaricato dall’Ufficio provinciale Parchi naturali di valutare la pericolosità per l’avifauna delle linee elettriche aeree nel Parco naturale Monte Corno, allo scopo di definire interventi necessari a ridurre tale rischio. Il finanziamento di tale progetto si poneva come misura di compensazione per la costruzione di un impianto per la ricetrasmissione all'interno del parco. Su un’area di circa 11.000 ha (territorio amministrativo dei 5 comuni del parco) sono stati valutati il rischio di collisione e d’elettrocuzione di 132 km di linea elettrica aerea e di 867 sostegni per 15 specie d’uccelli presenti nell’area, scelte tra quelle che per le loro caratteristiche sono maggiormente esposte a tale impatto, tra cui qui il gufo reale e i tetraonidi. Complessivamente, mentre il rischio di collisione è risultato alto o molto alto solamente per l’8% delle linee elettriche indagate, il rischio di elettrocuzione dei sostegni è stato valutato tale in più del 38% dei casi. Tra le linee più pericolose vi sono quella di media tensione che costeggia la Fossa di Salorno, dal confine provinciale fino alla cava di ghiaia a sud della zona produttiva del paese e i tratti di linea di media tensione ad est e ad ovest del Lago Bianco, fino a raggiungere i prati del Maso Dreifichtenhof. La conoscenza del rischio per ciascuna linea ha permesso di individuare le aree più pericolose e di definire priorità per gli interventi di riduzione di tali impatti. Un intervento è stato già attuato ovvero l’interramento della linea aerea in prossimità del Lago Bianco, potenzialmente pericolosa per specie come il gallo cedrone e i rapaci.

Studio faunistico nei Parchi naturali Fanes-Senes-Braies e Monte Corno

Studio faunistico nei Parchi naturali Fanes-Senes-Braies e Monte Corno
Cuculo

Il presente lavoro fu realizzato negli anni 1995-1997 dalla Wildbiologische Gesellschaft - München (W.G.M.) su incarico dell'Ufficio Parchi naturali e costituisce un primo inquadramento delle particolarità faunistiche dei due parchi. Per ogni specie, ove disponibili, sono indicati distribuzione e fenologia (fenologia= lo studio  che osserva le forme d’aspetto degli animali e piante nell’arco di tutto un anno, per esempio la colorazione del manto del piumaggio di una pernice bianca). Nello studio sono inoltre indicati i gruppi animali meno conosciuti e per i quali è quindi necessario condurre specifiche ricerche d’approfondimento. Lo studio è redatto in lingua tedesca.

Gufi e civette nel Parco naturale Monte Corno

Gufi e civette nel Parco naturale Monte Corno
Civetta nana

Nel 1997 l’Ufficio Parchi naturali ha condotto uno studio sugli strigiformi nel Parco naturale Monte Corno. Per due anni interi i naturalisti Renato Sascor, Roberto Maistri e Stefano Noselli hanno registrato i richiami degli strigiformi durante uscite notturne. Durante le ore diurne studiavano invece le strutture paesaggistiche e la vegetazione delle aree d’indagine cercando inoltre indici indiretti della presenza degli animali, in prevalenza borre, resti delle feci e le cavità utilizzate come nidi. Sono state identificate e catalogate sei specie di rapaci notturni. La civetta capo grosso e la civetta nana sono frequenti, mentre invece l’allocco è meno diffuso rispetto alle previsioni. La presenza del gufo comune e del gufo reale é rara, e in pochissimi casi si è riusciti a localizzare la civetta comune. E’ completamente assente l’assiolo.

 

Chirotteri ai margini del Parco naturale Monte Corno

Chirotteri ai margini del Parco naturale Monte Corno
Chirottero

La presenza dei pipistrelli nei territori limitrofi del Parco naturale Monte Corno è stata studiata dal 1991 al 1998 dall’esperto ornitologo Oskar Niederfriniger nell’ambito dei rilevamenti provinciali (vedi Niederfriniger 1994, 2001, 2002, 2003). Nel 2007 Oskar Niederfriniger e il dott. Christian Drescher hanno condotto un nuovo studio approfondito sull’uso del territorio da parte dei pipistrelli osservando gli ambienti naturali ai margini del parco naturale. Questi dati sono preziosi per poter tutelare questo gruppo di animali anche in futuro.

Aree di distribuzione e utilizzo degli habitat di gallo cedrone e francolino di monte nel Parco naturale Monte Corno

Aree di distribuzione e utilizzo degli habitat di gallo cedrone e francolino di monte nel Parco naturale Monte Corno
Fagiano di monte

Negli anni 2001 e 2006 un gruppo di ricercatori intorno al dott. Silvano Mattedi ha svolto rilievi per determinare la diffusione e l’utilizzo degli habitat per entrambe le specie di tetraonidi nel Parco naturale Monte Corno. I tetraonidi sono spesso indicati come specie di riferimento per determinare la qualità di un habitat. Sono quindi molto adatti per studi finalizzati all’integrazione della tutela della natura con altre forme d’utilizzo del territorio quali la silvicoltura, il turismo e le attività del tempo libero. Inoltre il gallo cedrone è  indicato dalla Direttiva Uccelli dell’Unione Europea come specie particolarmente minacciata e quindi bisognosa di una tutela prioritaria. Le specie di tetraonidi sono spesso legate ad ambienti ben definiti e quindi molto sensibili ai cambiamenti degli habitat.

Rilievi vegetazionali – Piano di gestione Natura 2000

Rilievi vegetazionali – Piano di gestione Natura 2000
Licheni e funghi

Nel corso dell’elaborazione del Piano di gestione Natura 2000, nel 2006 sono stati eseguiti rilievi vegetazionali presso il Lago Bianco, la Palude longa e le Torbiere Gampen vicino alla Malga Pezzole. I rilievi danno indicazioni riguardo all’attuale stato di conservazione dei biotopi umidi e il loro possibile sviluppo futuro.
Sono inoltre stati studiati i licheni presenti in alcuni ambienti del bosco. I licheni sono importanti indicatori ecologici per la determinazione della naturalità degli ecosistemi boschivi e per la valutazione di interventi per uno sviluppo sostenibile, come ad esempio la conservazione di una determinata quantità di legno morto nel bosco.

Le libellule nel Parco naturale Monte Corno

Le libellule nel Parco naturale Monte Corno
Libellula

Le libellule si contraddistinguono per la loro struttura alare fuori dal comune. La capacità di muovere le due paia di ali anche indipendentemente l’uno dall'altro consente loro di compiere improvvisi cambi di direzione, di restare ferme in volo e ad alcune specie anche di volare all’indietro. Durante il volo possono raggiungere velocità pari a 50 chilometri orari. Libellule si possono osservare soprattutto nelle vicinanze delle acque, perché le loro larve hanno bisogno di ambienti acquatici. Durante l’estate 2008 il Gruppo Libella (dott.ssa Franziska Werth, dott. Alex Festi e dott.ssa Tanja Nössing) ha esaminato vari ambienti acquatici del parco naturale verificando la presenza di libellule. Sulla base di questi dati potranno essere presi provvedimenti per conservare e valorizzare gli ambienti acquatici.